Presenze
Le ore lavorate, scritte mentre succedono
In tanti ristoranti il foglio presenze si compila a memoria l’ultimo giorno del mese. Tutti sanno che non è proprio giusto. Non dà fastidio a nessuno, finché non arriva una discussione sugli straordinari o un ispettore che chiede di vedere marzo.
Perché il foglio di carta continua a non funzionare
L’ultimo tavolo finalmente se ne va. La barista è già quasi a casa e ha dimenticato di segnare quando ha finito. Lunedì dice le undici e mezza. Sul foglio c’è scritto le dieci.
- Le ore si scrivono giorni dopo, quindi sono stime, e lo sanno tutti e due.
- Un’uscita dimenticata diventa una trattativa invece di un fatto.
- Le pause non si segnano mai, oppure sempre esattamente trenta minuti.
- A fine mese qualcuno ricopia tutto a mano per il consulente del lavoro.
Cosa chiede la legge
Ogni datore di lavoro privato tiene il Libro Unico del Lavoro, con il calendario delle presenze: per ogni giorno le ore lavorate da ciascun dipendente, con straordinari, assenze, ferie e riposi. Va aggiornato entro la fine del mese successivo. La legge italiana non impone un modo preciso di rilevare le presenze, ma i dati nel LUL devono essere veri, e per scriverli veri servono ore registrate bene.
A livello europeo, la Corte di giustizia UE ha stabilito nel 2019 che serve un sistema che misuri l’orario effettivo di ogni lavoratore (causa C-55/18). Nella ristorazione, con turni spezzati e lavoro intermittente, è proprio lì che nascono le contestazioni.
Com’è fatta una buona registrazione
Per ogni persona e ogni giorno, tre cose: quando ha iniziato, quando ha finito e le pause in mezzo. Registrate sul momento, da chi lavora, in due secondi. Quello che chiede login e menu alle sette del mattino non verrà usato.
Le correzioni sono normali, le persone dimenticano. Conta che una correzione resti visibile come tale: chi ha cambiato cosa, e quando. Un foglio pulito senza storia vale meno di uno onesto con tre correzioni.
Turni e presenze vanno insieme: solo confrontandoli vedi chi è mancato e dove nascono straordinari non previsti. Turni di lavoroDove aiuta IBMK
IBMK registra le ore come gira il servizio: veloce, all’ingresso, anche quando il Wi-Fi non va.
- Un iPad all’ingressoOgnuno ha un PIN di 4–6 cifre. Entrata, pausa, uscita. Nessun account su un dispositivo condiviso.
- Oppure il telefono del dipendentePer chi inizia altrove. Per ogni ristorante puoi attivare il controllo della posizione, così una timbratura da casa non vale.
- Funziona offlineLe timbrature restano sul dispositivo e partono con l’ora vera appena torna la connessione.
- Correzioni con storicoUn’uscita dimenticata la corregge il responsabile, e la modifica resta salvata con nome e ora.
Cosa non fa: niente impronte o riconoscimento facciale, e non fa le buste paga. Dà ore pulite al consulente del lavoro.
Domande che sentiamo spesso
È obbligatorio un sistema elettronico di rilevazione presenze?
Non per legge, in Italia. È obbligatorio che il Libro Unico riporti le ore realmente lavorate, e un sistema elettronico è il modo più semplice per averle corrette.
I dipendenti possono timbrare con il telefono?
Sì, se lo permetti. Con il controllo della posizione attivo, la timbratura vale solo nel ristorante.
Cosa succede se qualcuno dimentica di timbrare l’uscita?
Il turno resta aperto e il responsabile lo vede. Inserisce l’ora vera, e la registrazione mostra che è stata corretta e da chi.
Vuoi vederlo con il tuo team?
Scrivici. Risponde una persona, di solito in giornata, e impostiamo insieme locali e ruoli.